lunedì 26 novembre 2012

Un'indagine socio-antropologica nel mondo dei Giocatori Schiappa - Parte Prima

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Una delle parti più divertenti del lavoro di un master è la possibilità di confrontarsi con giocatori delle più disparate tipologie e nature.
Una di quelle meno divertenti è incontrare un Giocatore Schiappa. Tale creatura, con i suoi comportamenti assurdi e psicotici, è capace in poche sessioni di distruggere l'opera d'amore e condivisione di un master. Secondo studi da poco pubblicati nella rivista di psicologia «Fare soldi con gente distesa su un lettino senza fare massaggi», fa girare la testa il numero di narratori di Vampiri finiti in analisi dopo una cronaca quinquennale andata a capinere per colpa dell'ultimo arrivato.
Al contrario di quel che si possa pensare, non è semplice riconoscere un innocuo giocatore inesperto dal letale Giocatore Schiappa, perciò cercheremo di catalogarli affinché li riusciate a individuare e neutralizzare prima che sia troppo tardi.


Il Timido

Accurata rappresentazione grafica dell'apporto ruolistico di un Timido medio.

Caratteristiche macro e meso sociali

  • Nei ritrovi esclusivi dell'alta società, tipo le cene da universitari spiantati a base di merendine ipercaloriche e birra in lattina, è spesso posizionato a mo' di soldatino di latta in un angolo, a fare a gara di decorazioni murarie con stucchi e carte da parati. 
  • È il classico amico che inviti per un concerto in trasferta e abbandoni per sbaglio all'autogrill, per giunta con il conto della comitiva – che comprende fra le altre cose trenta caffè, dodici camogli ghiacciati, sette spume bionde, un cd live di Laura Pausini e dei Grisbì confezionati probabilmente in Ungheria nel 1932 – da pagare. 
  • Nelle partitelle di calcetto non ha neanche il lusso di essere scelto per ultimo, ché gli viene dato direttamente un fischietto e guai a lui se fa il cornuto infame pezzodime' figlio di enne-enne provando anche soltanto ad avvicinarlo alle labbra.


Dinamiche di azione nella fattispecie ruolistica

  • Parla pochissimo e quando costretto dalle circostanze usa un tono di voce così basso che Daredevil gli risponde "Scusa, puoi ripetere, non ti ho mica sentito".
  • Nei momenti cruciali della sessione si mimetizza dietro una pianta ornamentale e, se provi a stanarlo per chiedergli un'opinione, emula il verso dell'upupa in amore per confonderti.
  • Alla spartizione del bottino, sospira sollevato quando gli altri combattono per i pezzi più pregiati senza tirarlo in mezzo, anche se questo comporterà l'accontentarsi del famigerato elmo maledetto di ricotta o una confezione usata di assorbenti per orchi.
  • Al suo turno in combattimento cercherà di copiare le mosse del suo vicino di posto o, quando non possibile, simulerà in maniera convincente un'attacco di malaria vomitando sulle schede personaggio.


Criticità relazionali in contesto di tavolo

  • La sua costante invisibilità migliorata vi farà dimenticare della sua presenza e, quando meno ve l'aspettate, colpirà con la violenza e la ferocia di un italiano che cerca un bidè in un albergo inglese.
  • Considerato il suo credito karmico, i suoi tiri di dado sono più letali della Salerno - Reggio Calabria il quindici d'agosto.


Chiavi interpretative e prassi attuative per la risoluzione del conflitto

Giocate una sessione da soli aiutandolo a costruire un personaggio che si adatti al suo stile di gioco passivo. No, non un gazebo di pietra, per favore.

 Il Tecnico




Caratteristiche macro e meso sociali



  • Si prende una laurea quinquennale in ingegneria meccanica soltanto per decidere la motorizzazione della sua futura Golf.
  • Al bar ordina sempre un caffè. Macchiato freddo. Ristretto. In tazza grande. Fredda. Accompagnato da 28 centilitri d'acqua minerale. In un tumbler basso. Con un solo cubetto di ghiaccio. E un cioccolatino. Fondente. Extra fondente. Se la richiesta non è rispettata alla lettera, pretende di passare dietro al bancone per istruire il gentile ma inesperto barista affinché tale imperdonabile dimostrazione di imperizia non si presenti più. Non è un caso che intorno ai trent'anni quasi tutti i Tecnici non possano più entrare in luoghi di ristorazione senza l'autorizzazione del giudice.
  • Completa assenza della più basilare capacità d'astrazione. Se durante una delle sue infinite disquisizioni  gli viene intimato di non menare il can per l'aia, farà notare con risentimento come abiti in pieno centro storico e sia un fervente sostenitore del movimento animalista.
Dinamiche di azione nella fattispecie ruolistica
  • Arriva alle sessioni di gioco accompagnato da due silenziosi sherpa tibetani, carichi come muli di manuali spesso sconosciuti, redatti in qualche oscura lingua morta e ritrovati in uno scavo archeologico nel Corno d'Africa. Nel caso sia un Tecnico con un debole per la tecnologia – praticamente tutti – coprirà la sua zona di tavolo con tablet, cellulari, notebook e calcolatori NASA delle dimensioni di un salone di Versailles.
  • I calcoli matematici alla base della sua ultima scheda hanno ispirato il metodo sperimentale dei premi Nobel Haroce e Wineland per la misurazione e manipolazione di sistemi quantistici individuali. Quella precedente ha creato vita monocellulare su Plutone.
  • Nei momenti cruciali di una sessione, sfodera a sorpresa un sistema che permette in novemilaquindici mosse di superare abilmente la sfida e guadagnare un milione di monete d'oro. Reali.
  • I suoi turni di combattimento sono così lunghi e complessi da richiedere una dispensa di cibo da rifugio antinucleare per non morire di fame nell'attesa.

Criticità relazionali in contesto di tavolo
  • La sua più grande fantasia erotica è quella di correggere una procace master sul suo uso "francamente imbarazzante" del ruleset. Anche se non siete procaci, state attenti a dove tiene le mani, ché non mancherà comunque di farvi notare quanto facciate schifo nel vostro lavoro.
  • Ogni scontro che preveda l'uso di dadi diventa una guerra di logoramento, per giunta di quel genere in cui tu hai un fucile ad avancarica e lui un cannone a rotaia con una canna di cento metri.

Chiavi interpretative e prassi attuative per la risoluzione del conflitto

Utilizzare un sistema diceless con ambientazione creata ad hoc. Per quanto sia efficace nel neutralizzare la sua natura virulenta, potrebbe letteralmente ucciderlo. Se alla fine della prima sessione notate l'insorgere di strani tic, concludete l'esperimento prima che scali nudo il Gran Sasso nel tentativo di prendere un punto specializzazione in sopravvivenza.

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2 Response to Un'indagine socio-antropologica nel mondo dei Giocatori Schiappa - Parte Prima

6 dicembre 2012 alle ore 17:27

muoio

Lokeebot
6 dicembre 2012 alle ore 17:28

No, non muoia! La vogliamo integro per la prossima puntata!

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